β€œVedi Napoli e poi muori.”

β€œScrivere di Napoli non Γ¨ semplice. Me ne sono accorta osservandola, passeggiando fra le sue strade e la sua gente, guardando gli scorci meravigliosi dello splendido golfo e camminando tra i vicoli della Napoli vera, quella dei napoletani.

La bellezza di Napoli Γ¨ particolare e profondamente diversa da qualsiasi altra cittΓ : non ha il fascino antico di Roma, l’elevatezza estetica di Firenze nΓ© la suggestivitΓ  di Venezia. 

La bellezza di Napoli va oltre il grande abbraccio del colonnato di Piazza del Plebiscito, l’imponente Galleria Umberto I o le vedute che regala il Castello dell’Ovo. 

La bellezza di Napoli Γ¨ un sentimento: un’emozione che ti pervade osservando il mare.

E’ difficile scrivere di Napoli perchΓ© spiegare la bellezza di un sentimento non Γ¨ semplice.

La Napoli dei caffΓ¨ (deliziosi) e delle infinite pizzerie e tavole calde, tutte con l’invitante vetrina espositiva, che parte dai calzoni e arriva alle immancabili sfogliatelle. Tra questi vicoli, a volte davvero strettissimi, si susseguono i negozi piΓΉ variopinti e i tantissimi venditori ambulanti, tutti con offerte clamorose del 30,50 e 70%, solo per oggi naturalmente.

E’ una cittΓ  che trasmette passione, ansia, fantasia ed umanitΓ , con il peso di secoli di grandezza e sofferenza sulle spalle. 

E’ una cittΓ  speciale, che ha fatto innamorare non solo i suoi figli ma anche chi qui c’è stato solo di passaggio; perchΓ© sembra un po’ una donna dal grande fascino, Napoli, forse non la piΓΉ bella che hai conosciuto, ma una donna capace di conquistarti. E piΓΉ la vedi e piΓΉ ti piace.”

β€œUna Vita vista mare.”

JOHN MANSFIELD –Β  Febbre del mare

β€œDevo tornare sul mare, solitario sotto il cielo,

e chiedo solo un’alta nave e una stella per guidarla,

colpi di timone, canti del vento,

sbuffi della vela bianca,

e bigia foschìa sul volto del mare

e un bigio romper dell’alba.

Devo tornare sul mare, chΓ© la chiamata

della marea irruente Γ¨ una chiara

selvaggia chiamata imperiosa;

e io chiedo soltanto un giorno di vento

con volanti nuvole bianche,

pien di spruzzi e di spuma e di strillanti gabbiani.

Devo tornare sul mare, alla vita

di zingaro vagabondo; alla via

delle balene e degli uccelli marini,

dove il vento Γ¨ una lama tagliente;

e io chiedo solo un’allegra canzone

da un compagno ridente e un buon sonno

e un bel sogno

quando la lunga giocata Γ¨ finita.”

Β