Immigrazione: storia di un fenomeno che oggi diventa emergenza

L’insediamento e la permanenza con carattere temporaneo definitivo in un luogo, di persone provenienti dall’estero o da altre zone del territorio nazionale in cerca di lavoro o di miglioramento economico”. Questo è il significato reperibile su un qualunque dizionario alla voce “Immigrazione”. Un modo semplice di definire un problema complesso che per essere davvero capito necessita di uno sforzo che vada oltre l’apertura di un vocabolario.
Profughi, clandestini, sicurezza, attentati, razzismo, xenofobia, integrazione: sono tante le parole che si legano a questo tema, fenomeno diffuso dalla notte dei tempi, ma che oggi, nel mondo globalizzato, caratterizzato anche da numerosi conflitti, come la Guerra in Siria, assume una rilevanza molto importante per l’Europa. L’arrivo di numerosi immigrati, le diversità culturali, la crisi economica e i partiti politici che cavalcano l’onda dell’odio e della paura hanno creato un clima di incertezza e di confusione, in cui il tema dell’immigrazione è spesso declinato secondo cliché, pregiudizi e false informazioni.


 

I dati Istat sull’immigrazione oggi parlano chiaro ed è innegabile che l’Italia stia affrontando una nuova emergenza: i nuovi permessi concessi per motivi di asilo o protezione umanitaria sono arrivati al massimo storico, mentre le immigrazioni per motivi di lavoro sembrano invece essere calate. In sostanza, gli immigrati che arrivano ancora oggi nel nostro Paese fuggono da guerre o condizioni critiche ma questo sembra non influire granché sull’opinione pubblica. 

Secondo i dati aggiornati in tempo reale, i nuovi immigrati presenti sul territorio italiano dal 1° gennaio 2017 ad oggi  sono 287.880. Cifra destinata a crescere con il passare dei minuti. Bisogna però sottolineare che questo dato si riferisce ai nuovi flussi migratori e la storia ci insegna che solo una parte di queste persone sono destinate a radicarsi sul TERRITORIO.
Il dato forse più allarmante in merito alla situazione dell’immigrazione in Italia è legato all’opinione pubblica, fortemente influenzata dai media e da una campagna elettorale che, di fatto, non ha mai smesso di farsi sentire. La percezione degli italiani è legata proprio alle notizie che vengono quotidianamente divulgate, le quali alimentano la paura per il diverso. Questo è un dato di fatto: gli immigrati durante l’estate sono calati, eppure gli italiani continuano ad avvertire il problema dell’immigrazione oggi come una vera minaccia alla propria sicurezza personale. Numeri e cifre a parte, dobbiamo ricordarci che queste persone sono esseri umani in carne ed ossa, come noi e hanno il diritto di essere aiutate.

CHI SONO I MIGRANTI

Non sono clandestini del mondo più di quanto non lo sia io.

Migrano perché scappano: e scappare dal male è un diritto universale.

Ciascuno nella sua individualità unica, preziosa, spesso sfregiata, è volto occhi anima cuore carne disperazione speranza.

Come me e come voi; ma infinitamente più disperato di me e di voi.

Fuggono da guerra fame e atrocità, loro; noi no. Guardiamoli e lasciamoci guardare.

Uomini e donne che ora chiudete i cuori ed i porti: fissateli negli occhi.

La spietatezza verrà meno? Può accadere.

Prendiamoci questo tempo: in silenzio e a lungo guardiamone il viso, fino a che sapremo reggerne lo sguardo.

Marco Dalbosco.

 

IMMIGRATION : CHARACTER, CAUSES AND CONSEQUENCES

During the 1970s Italy changed from being a country of mass emigration to one of mass immigration, taking over from Germany the role of Europe’s main recipient of immigrants from less developed countries. By 1991 the officially registered foreign population in Italy stood at 860,000; however, clandestine migrants push the real figure above 1 million. Italy was generally unprepared for this immigration and policy has been slow to evolve. Analysis of residence permit data show that the immigrants come increasingly from Third World, especially African, countries, and that there is a relative concentration in the north of Italy. One third of the immigrants are Moslem. Employment data are scarce but indicate that around two–thirds are involved in low-grade service sector activities (street-trading, domestic service, hotel work etc.). There is a high degree of occupational specialisation amongst certain national groups (Senegalese street-hawkers, Tunisian fishermen, Filipino domestics etc.). The immaturity of the immigration is also revealed by marked gender and age assymetry. Five main causes are suggested as being behind the immigration: ease of entry; Italy’s increasing prosperity; segmentation of the Italian labour market, opening up specific niches for immigrant employment; dominance of push factors from the countries of origin; and the demographic collapse in Italy. Within Italy, the reaction to immigration has not been very favourable. Opinion polls indicate that Italians have mainly negative and stereotyped views of immigrants and there is disturbing evidence of growing racism. Further inflows of immigrants are likely, whatever policies Italy attempts to put in place.

THE SITUATION TODAY

Italy has become one of the main gates of entry into the EU for refugees and undocumented migrants. Between January and the beginning of September 2015, over 121,000 migrants were smuggled by sea or land to Italy.

According to the UNHCR, 93,715 refugees resided in Italy in 2014. In 2014, 63,655 first time asylum applications were made, growing sharply from 25,720 in 2013.

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